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Vaccini obbligatori Italia: elenco, normativa e confronto

Matteo Davide Galli • 2026-05-12 • Revisionato da Elena Moretti

Chi ha figli piccoli lo sa: prima di iscriverli all’asilo nido o alla scuola materna, il pediatra consegna un calendario fitto di appuntamenti vaccinali; dal 2017, con il Decreto Legge 73, l’Italia ha introdotto 10 vaccinazioni obbligatorie per i minori di 16 anni — ecco l’elenco, il confronto con l’Europa e la durata della protezione.

Copertura vaccinale per polio (2023): >95% ·
Copertura per MPR (seconda dose): circa 86% ·
Numero di vaccini obbligatori per minori: 10 ·
Percentuale di adulti over 65 vaccinati contro l’influenza: circa 60% ·
Paesi UE senza obbligo vaccinale: Svezia, Finlandia, Danimarca (dati 2023)

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Durata esatta della protezione per meningococco B (Epicentro ISS)
  • Numero preciso di paesi europei senza obbligo (varia per aggiornamenti nazionali) – Epicentro ISS (generale)
  • Percentuale esatta di copertura per vaccino anti-varicella – Epicentro ISS (generale)
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • Monitoraggio delle coperture post-obbligo – Epicentro ISS (generale)
  • Possibili revisioni del calendario vaccinale – Epicentro ISS (generale)
  • Confronto continuo con i modelli europei – Epicentro ISS (generale)

Sei dati chiave raccontano la situazione attuale: coperture alte per la polio, un gap sulla seconda dose di MPR e sanzioni concrete per chi non aderisce.

Indicatore Valore
Anno di introduzione obbligo 2017 (Decreto Legge 73)
Numero vaccini obbligatori 10
Copertura polio (2023) 95,3%
Copertura MPR (seconda dose, 2022) 86,4%
Sanzioni per inadempienza Multa da 100 a 500 euro e impossibilità di iscrizione a nido e scuola materna
Scuole interessate dall’obbligo Nido e scuola dell’infanzia (0-6 anni); per elementari e medie sanzioni ma non esclusione

Quali sono i 10 vaccini obbligatori in Italia?

Elenco dei vaccini obbligatori

  • Anti-poliomielite (Wikipedia)
  • Anti-difterite
  • Anti-tetano
  • Anti-pertosse
  • Anti-epatite B
  • Anti-Haemophilus influenzae tipo b (Hib)
  • Anti-meningococco B
  • Anti-meningococco C
  • Anti-morbillo-parotite-rosolia (MPR)
  • Anti-varicella

L’obbligo è stato introdotto con il Decreto Legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito in legge 31 luglio 2017, n. 119, che ha ampliato le quattro vaccinazioni già obbligatorie (difterite, tetano, poliomielite, epatite B) alle attuali dieci.

Il monitoraggio delle coperture è curato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che pubblica rapporti annuali per ogni regione.

Il punto

Dieci vaccini obbligatori: un numero che nessun altro paese dell’Unione Europea, esclusa Francia e Malta, raggiunge. Il risultato è una copertura media superiore al 95% per le malattie più contagiose, ma con un costo burocratico per le famiglie che non può essere ignorato.

Cosa prevede il Decreto Legge 2017

“Dal 2017 in Italia sono obbligatorie dieci vaccinazioni per i nuovi nati: anti-poliomielite, anti-difterite, anti-tetano, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella.”

– Wikipedia (enciclopedia libera)

Il decreto prevede sanzioni per chi non rispetta l’obbligo: una multa da 100 a 500 euro e, per i bambini non vaccinati, l’impossibilità di iscriversi al nido e alla scuola materna. Per le elementari e le medie le sanzioni restano, ma senza esclusione dalla frequenza.

L’implicazione è chiara: lo Stato italiano ha scelto la via della coercizione per garantire la protezione collettiva, ma il dibattito sull’efficacia di questa strategia rispetto a modelli basati sulla raccomandazione forte è ancora aperto.


Quali sono i vaccini vivi obbligatori in Italia?

Definizione di vaccino vivo attenuato

I vaccini vivi attenuati contengono microrganismi vivi ma indeboliti, capaci di stimolare una risposta immunitaria duratura senza causare la malattia. Per questa ragione non possono essere somministrati a persone immunocompromesse, in gravidanza o con patologie specifiche (UPPA).

Elenco dei vaccini vivi obbligatori

  • MPR (morbillo, parotite, rosolia) – obbligatorio (UPPA)
  • Varicella – obbligatorio (solo Italia, Lettonia e Ungheria, UPPA)
  • Rotavirus – vivo ma non obbligatorio (Epicentro ISS (generale))

La particolarità dei vaccini vivi attenuati è che conferiscono una protezione molto lunga, spesso permanente. Ma il lato critico è la controindicazione per soggetti fragili: un paziente in chemioterapia o una donna in gravidanza non possono riceverli.

Attenzione a

MPR e varicella sono vivi: se tuo figlio ha una malattia che indebolisce il sistema immunitario, il pediatra valuterà un’esenzione medica. Il Ministero della Salute raccomanda di informare sempre lo specialista prima di procedere.


Quando fare il vaccino per la polmonite?

Vaccino anti-pneumococcico per adulti over 65

Il vaccino anti-pneumococcico è raccomandato per tutti gli adulti a partire dai 65 anni e per le persone con patologie croniche (diabete, malattie cardiovascolari, respiratorie). La somministrazione prevede una dose unica, con eventuale richiamo dopo 5 anni per alcune categorie a rischio (Epicentro ISS (generale)).

Vaccino per bambini a rischio

Nei bambini, il vaccino pneumococcico è inserito nel calendario vaccinale ma non è obbligatorio. Si somministra entro il primo anno di vita, con schema a 2+1 dosi. Rispetto ai vaccini obbligatori, resta una raccomandazione forte: la copertura nazionale si avvicina al 90%, ma non è imposta per legge.

  • Adulti over 65: dose unica, eventuale richiamo dopo 5 anni
  • Bambini a rischio: schema 2+1 dosi entro i 12 mesi
  • Obbligatorietà: no, ma fortemente raccomandato

Cosa significa per chi ha più di 65 anni? Il vaccino anti-pneumococcico è gratuito e offerto attivamente dalle ASL in concomitanza con la campagna antinfluenzale. Non sfruttare questa opportunità significa esporsi a un rischio di polmonite batterica che il Servizio Sanitario Nazionale considera prevenibile.


In quale paese non sono obbligatori i vaccini?

Paesi europei senza obbligo vaccinale

Nel 2012, 15 dei 29 paesi europei non avevano alcuna vaccinazione obbligatoria: Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito (Il Fatto Quotidiano, quotidiano nazionale). Attualmente, 18 dei 30 Stati UE/EEA non prevedono obblighi vaccinali, con imposizioni estese soprattutto in paesi dell’ex Unione Sovietica, Francia, Italia e Malta (UPPA).

Confronto con l’Italia

L’Italia obbliga 10 vaccini per i minori, con sanzioni in caso di inadempienza. La Francia ha un obbligo per 11 vaccini (dal 2018), la Germania solo per il morbillo (dal 2020). Svezia, Finlandia e Danimarca puntano invece sulla raccomandazione e sulla fiducia nel sistema sanitario. L’evidenza, secondo lo studio Venice 2010, dice che non ci sono differenze significative nei tassi di copertura tra paesi obbligatori e non, ma una recente analisi di SEFAP (Società Scientifica di Farmacologia) mostra che l’obbligo è associato a un +3,71% per il morbillo e +2,14% per la pertosse.

Confronto tra approcci vaccinali in alcuni paesi europei (2023)
Paese Nr. vaccini obbligatori Copertura MPR (2a dose, %) Sanzioni per inadempienza
Italia 10 86,4% Sì (multa + esclusione da nido/materna)
Francia 11 ~90% Sì, ma con tolleranza
Germania 1 (morbillo) ~93% Multa fino a 2.500 euro
Svezia 0 ~97% Nessuna
Finlandia 0 ~95% Nessuna

Il trade-off è evidente: l’obbligo aumenta le coperture, ma non è l’unica strada. Paesi come Svezia e Finlandia raggiungono risultati migliori o comparabili senza imposizioni, puntando su un sistema sanitario efficiente e alta fiducia pubblica.


Quali sono i vaccini che durano tutta la vita?

Copertura vaccinale: quanti mesi dura davvero la protezione

Non tutti i vaccini offrono una protezione permanente. Quelli vivi attenuati (MPR, varicella) tendono a conferire immunità duratura, mentre i vaccini inattivati richiedono richiami periodici. Ecco la situazione per i principali vaccini obbligatori italiani (Epicentro ISS (generale)).

Durata della protezione per i principali vaccini obbligatori
Vaccino Durata protezione Richiami necessari
MPR (morbillo, parotite, rosolia) Permanente (dopo 2 dosi) Nessuno
Varicella Lunga (oltre 10 anni, non sempre permanente) Eventuale per soggetti a rischio
Poliomielite Decenni, ma richiamo consigliato Un richiamo in età adulta
Difterite e tetano 10 anni Ogni 10 anni (richiamo adulto)
Pertosse 5-10 anni Richiamo con il tetano-difterite
Epatite B Lunga (anche permanente in molti casi) Non raccomandato di routine
Meningococco B Circa 5-8 anni (dati preliminari) Richiamo in età adolescenziale
Meningococco C Lunga (oltre 10 anni dopo richiamo) Un richiamo
Haemophilus influenzae B Lunga (oltre 5 anni) Non raccomandato dopo infanzia

Per i vaccini vivi come MPR, la protezione è permanente dopo il ciclo completo. Per tetano e difterite, invece, è fondamentale ricordare il richiamo decennale: molti adulti in Italia non sono più coperti. La conseguenza pratica: controlla il tuo certificato vaccinale e, se necessario, prenota il richiamo dal medico di base.


Fatti confermati e ciò che resta da chiarire

Fatti confermati

  • Elenco dei 10 vaccini obbligatori per minori in Italia (Wikipedia)
  • Copertura vaccinale >95% per polio (Epicentro ISS)
  • MPR e varicella sono vaccini vivi attenuati obbligatori (UPPA)
  • Il vaccino anti-pneumococcico è raccomandato per over 65 (Epicentro ISS (specifico))

Cosa resta incerto

  • Durata esatta della protezione per meningococco B (dati preliminari da Epicentro ISS (generale))
  • Numero preciso di paesi europei senza obbligo – le normative nazionali cambiano (es. Germania ha introdotto obbligo per morbillo nel 2020) – Epicentro ISS (generale)
  • Percentuale esatta di copertura per il vaccino anti-varicella (dati aggregati non sempre disponibili) – Epicentro ISS (generale)

Cosa dicono le fonti ufficiali

“Non ci sono differenze significative nelle coperture vaccinali tra paesi europei con vaccinazioni obbligatorie o raccomandate.”

– Epicentro ISS, portale epidemiologico dell’Istituto Superiore di Sanità (studio Venice 2010)

“Le politiche di vaccinazione obbligatoria in Europa sono associate a tassi di vaccinazione più elevati per morbillo (+3,71%) e pertosse (+2,14%).”

SEFAP, Società Scientifica di Farmacologia

Le due testimonianze raccontano la complessità del tema: l’obbligo non è l’unico fattore determinante, ma contribuisce a ridurre le sacche di suscettibilità.


Il quadro complessivo

L’Italia ha scelto un modello di obbligo vaccinale tra i più severi d’Europa, con coperture elevate ma un costo in termini di contenzioso e burocrazia. Il confronto con paesi come Svezia e Finlandia mostra che si possono ottenere risultati simili senza imposizioni, a patto di avere un sistema sanitario capillare e una relazione di fiducia con i cittadini. Per le famiglie italiane, la scelta è già scritta nella legge: vaccinare o pagare. Ma la vera sfida è mantenere alta la copertura senza alimentare la disinformazione.

In sintesi: L’obbligo vaccinale in Italia funziona numericamente, ma non è l’unica via. I genitori devono seguire il calendario imposto; le autorità sanitarie devono investire nella comunicazione. Senza fiducia, anche l’obbligo più stringente perde efficacia.

Domande frequenti

I vaccini obbligatori sono gratuiti?

Sì, tutti i vaccini previsti dal calendario vaccinale nazionale sono gratuiti per i minori e per gli adulti che rientrano nelle categorie a rischio (es. over 65 per antinfluenzale e anti-pneumococcico).

Cosa succede se non si vaccina il proprio figlio?

Si applicano sanzioni pecuniarie (da 100 a 500 euro) e, per i bambini da 0 a 6 anni, l’impossibilità di iscriversi al nido e alla scuola materna. Per la scuola primaria e secondaria l’obbligo vale, ma l’iscrizione non viene negata.

I vaccini obbligatori possono essere somministrati anche in età adulta?

Sì, se non si è vaccinati da bambini, è possibile recuperare le dosi mancanti in età adulta. Il medico di base o il centro vaccinale possono indicare il programma di recupero.

Il vaccino antinfluenzale è obbligatorio?

No, non è obbligatorio. È raccomandato per over 65, donne in gravidanza, persone con patologie croniche e operatori sanitari. Dal 2021 è offerto gratuitamente a queste categorie.

Qual è la differenza tra vaccino obbligatorio e raccomandato?

Il vaccino obbligatorio è imposto per legge, con sanzioni in caso di inadempienza. Il vaccino raccomandato è suggerito dalle autorità sanitarie in base all’evidenza scientifica, ma la scelta è lasciata al cittadino.

I vaccini obbligatori possono essere fatti contemporaneamente?

Sì, molti possono essere somministrati nella stessa seduta. Il pediatra segue il calendario vaccinale che prevede co-somministrazioni per ridurre il numero di accessi.

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